Progetto Giovane

COSA E’ OGGI IL NATALE?

By ProgettoGiovane | Dicembre 20, 2010

A cura di Daniele Marata

Anche quest’anno ci siamo: il Natale è alle porte. Ma cosa è il Natale? E, soprattutto, cosa è al giorno d’oggi? Parlare del Natale significa ormai parlare di qualcosa che ha tanti volti: la festa cristiana, la festa umana, il Natale del consumo, quello della settimana bianca, quello della tredicesima.

Storicamente il Natale è nato nel IV secolo d.C. La parola deriva dal latino natalis che significa “relativo alla nascita”. Contrariamente a come si potrebbe pensare, il Natale non viene celebrato il 25 dicembre perché ritenuto il giorno della nascita di Gesù. La ragione si trova nel paganesimo. Già nel calendario romano il termine Natalis veniva impiegato per molte festività, una delle quali era il dies natalis solis invictis (giorno di nascita del sole invincibile), la festa dedicata alla nascita del sole, introdotta dall’imperatore Aureliano nel 273 d.C. e celebrata proprio il 25 dicembre. Il sole, nel solstizio d’inverno, giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, come se precipitasse nell’oscurità, ma subito dopo ritorna vitale e invincibile sulle stesse tenebre (sol invictus); ed è proprio nel 25 dicembre che sembra rinascere, avere cioè un nuovo “Natale”. Anche l’imperatore Costantino fu cultore del Dio Sole in qualità di pontefice massimo, la più alta carica sacerdotale dell’antica Roma. Dopo aver abbracciato la fede cristiana, nel 330 l’imperatore celebrò per la prima volta il festeggiamento cristiano della natività di Gesù, che successivamente, tramite decreto imperiale, fu fatta coincidere con la festività pagana della nascita del Sol Invictus. Il “Natale Invitto”divenne così il “Natale Cristiano”.

Nel corso dei secoli la festa cristiana si è naturalmente intrecciata con la vita della comunità umana variegandosi in infiniti usi e costumi: non c’è nazione, città o paese che non abbia le proprie tradizioni popolari, i piatti tipici, i canti, i proverbi, i racconti, come il famosissimo Canto di Natale di Charles Dickens, diventato una vera pietra miliare della “letteratura natalizia”, nel quale viene narrata la conversione dell’arido e tirchio Ebenezer Scrooge, visitato nella notte di Natale da tre spiriti, preceduti da un’ammonizione del defunto amico e collega Marley. Quest’opera unisce al gusto del racconto gotico l’impegno nella lotta alla povertà e allo sfruttamento minorile, problemi esasperati dalla coeva Poverty Law (la legge contro la povertà), comodo tappabuchi, tanto inefficace quanto dannoso, ideato dalle classi abbienti di allora. Il romanzo è uno degli esempi della critica di Dickens alla società ed è anche una delle più famose e commoventi storie sul Natale, periodo durante il quale si suppone che le persone debbano essere più buone e disponibili col prossimo.

Purtroppo, al giorno d’oggi, l’impressione è che si siano smarriti molti di questi significati. Con un’immagine, è come se alcune persone si fossero fermate per strada per cercare qualcosa caduto a terra; si è fermato prima un capannello di persone che sapeva di cosa si trattasse, poi si è fermata altra gente e poi altra ancora; si sono fermati, ma non si sono resi conto di ciò che era accaduto. Stessa cosa per il Natale: ci sono le vacanze, la tredicesima, ci si riunisce tutti in famiglia, si mangia in modo particolare, magari si va a sciare, si fanno gli auguri, ci si scambia dei regali, si addobbano case e strade di alberi di natale, stelle comete, presepi. Ci si ferma tutti, ma quasi nessuno sembra rendersi conto del perché.

Al Natale delle tradizioni popolari e dell’universale bontà, nel nostro mondo occidentale (anche se ormai questo morbo ha invaso pure lontani paesi asiatici come Corea o Giappone, dove il cristianesimo non ha radici solide come in Europa) è ormai succeduto il Natale consumistico che ha oscurato del tutto la festa cristiana. Si potrebbe quasi dire che il “Natale Cristiano” è stato sostituito da una sorta di “Natale Laico”, una festa mondiale che ha ormai poco di religioso e che è incentrata solo sugli affari che derivano dalla compravendita di regali, sulle feste e sugli addobbi. Fino a qualche decennio fa si usava festeggiare il giorno di Natale con un panettone mentre oggi, non solo esistono centinaia di tipi diversi di panettone, ma si consumano a volontà sia prima che dopo il Natale stesso. Le luci, che un tempo apparivano circa due settimane prima dell’evento, ora si trovano già predisposte sugli edifici principali delle città e vengono accese a fine novembre, consumando, fra l’altro, una grande quantità di corrente elettrica che potrebbe essere spesa altrimenti. Provate poi ad acquistare dei cartoncini d’auguri e troverete Babbo Natale in tutte le salse, alberi di natale, palloncini, pacchi infiocchettati, casette innevate!

Oggi quindi il Natale è tante cose. Si tratta di capire questi tempi moderni, dove regna il consumismo e l’affarismo, e dove a nulla serve rimpiangere il passato, affermando che “ormai si è perso il vero senso del Natale” o che “ormai è una festa solo per i bambini”. E’ necessario provare a dare un senso a questa festività, cercando di non lasciarci abbindolare dalla frenesia consumistica. Innanzitutto ha comunque valore per tutti la festa, il tempo libero, il ritrovarsi in famiglia; in particolare il ricordare la nascita di Gesù, la cui vita e il messaggio che ne segue può arricchire di significato la nostra esistenza. Per tutti, credenti e non, è un richiamo ad essere uomini di pace, di solidarietà, di giustizia, di fratellanza, per riempire di questi valori tutta la nostra vita personale, lavorativa, sociale perché è ipocrita dire che “il giorno di Natale si è tutti buoni”; e il resto dell’anno?. Inoltre, il Natale ci ripropone l’interrogativo profondo su chi fosse quel Gesù di Nazareth nel quale la fede cristiana riconosce il suo liberatore, l’uomo delle beatitudini, colui che è risuscitato dalla morte, colui che ha unito, in una sorta di corto circuito della storia, il mondo degli uomini a quello di Dio.

Al giorno d’oggi, il Natale ha quindi perso valore sempre di più; il significato originario di questa festa si è perso con il passare degli anni. Natale dovrebbe significare amore, fratellanza, solidarietà, un modo per ricordare tante persone che vivono una vita disagiata, persone a cui manca ogni cosa. Molta gente in questo periodo dell’anno, invece, pensa solamente ad acquistare regali e a preparare sfarzosi addobbi; non si riesce proprio a capire perchè la gente utilizzi il proprio denaro quasi esclusivamente per regali spesso inutili, o comunque superflui; non è solo attraverso i regali che è possibile dimostrare l’affetto che si ha per i propri cari. Poche persone, considerando anche il periodo di crisi economica che sta attraversando la nostra esistenza, risparmiano il proprio denaro per bisogni più concreti o, magari, devolvono parte di esso ad associazioni umanitarie, ricordandosi che nel mondo c’è molta gente che soffre e che ha un disperato bisogno di aiuto.

I nostri nonni raccontano che, ai loro tempi, il Natale era la festa della famiglia e delle cose semplici, ma veramente importanti: stare insieme, aiutare i poveri, pregare uniti, ascoltare gli zampognari che suonano la novena casa per casa. Oggi è la festa dei negozianti che, in questo periodo, fanno grossi guadagni e della televisione che, attraverso la pubblicità, fa vedere il Natale come una festa di cose da comprare e da consumare. Chissà cosa penserebbe di tutto ciò San Nicola di Bari, vescovo di Myra, antica città ellenica situata nell’odierna Turchia, noto per le sue grandi elargizioni a favore dei poveri, una su tutte l’aver fornito la dote alle tre figlie di un cristiano povero ma devoto, evitando così che fossero obbligate alla prostituzione, la cui vita ha ispirato la figura di Babbo Natale, personaggio folkloristico entrato da secoli nel “mito natalizio” e che rende tanto felici i bambini, ma molto meno i loro genitori, soprattutto quando si vedono sommersi da richieste onerose alle quali alcuni di essi non possono neanche lontanamente provvedere.

Altra cosa utile, soprattutto in questo periodo dell’anno, sarebbe ricordare che al mondo muoiono di fame circa ventiseimila bambini al giorno, vale a dire uno ogni tre secondi. Un dato che dovrebbe fare riflettere la gente e farle comprendere il vero valore del Natale: amare, aiutare e capire, buoni propositi per sentirci tutti più felici, forse con meno regali, ma magari con più serenità d’animo.

Buon Natale!

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Torneo di BEACH VOLLEY

By admin | Luglio 6, 2010

Anche quest’anno la SP Castiglionese, in collaborazione col nuovo staff della Piscina Val di Sole,
organizza il Torneo di Beach Volley 2010 di Castiglione dei Pepoli (BO).

Tutte le informazioni, le modalità di iscrizione (solo online!) e il regolamento
sono disponibili alla pagina
http://www.spcastiglionese.it/beach.html

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“Striscia la Notizia” a Castiglione

By ProgettoGiovane | Maggio 4, 2010

Tra i viaggi alla scoperta di magagne nazionali, 100% Brumotti è arrivato anche a Castiglione, convocato (da ancora non si sa chi!) per presentare i problemi legati al “Colosseo” ovvero alla struttura che occupa (e preoccupa!) gli ex giardini di via Pepoli e il cui obiettivo sarebbe di diventare una struttura RSA avanzata.

Cliccare qui o sull’immagine per vedere il video in onda il 3 maggio 2010
sul celebre format di Canale 5.

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ELEZIONI REGIONALI (?) 2010

By ProgettoGiovane | Marzo 19, 2010

Orbene, ecco che noi italiani siamo chiamati a breve a votare i nuovi presidenti di Regione e relativi consigli. Si sa che la pratica del voto è il più alto momento di democrazia dei cittadini, forse perché oramai rimasto l’unico dopo il televoto. Diciamocelo pure, la partecipazione alla vita pubblica scarseggia un po’, e dove c’è, è più un associarsi di interessi da rivendicare oppure, nella migliore delle ipotesi, una forte voglia di stare insieme come testimonianza, di fede o di protesta.
Ecco la protesta: da secoli immemori la caratteristica che più identifica il popolo italiano è proprio la protesta, il lamento, la divisione faziosa. Se ci si deve unire, cooperare, battersi per qualcosa, è molto più facile che questo avvenga se il motivo è fermare qualcosa o lagnarsi di qualche novità.
Mica vogliamo passare per qualunquisti con queste considerazioni: anzi, è proprio il qualunquismo imperante, accompagnato dal populismo al cubo, caratteristiche principali dei nuovi dominatores italici, che più di ogni altra piaga, riteniamo sia doveroso combattere. Ma che l’unica cosa che infervori i cittadini, che li spinga ad unirsi anche se tanto diversi, è la nobile, anche se inflazionata protesta. I partiti attualmente al governo, PDL e Lega, che di comunicazione qualcosa ne sanno, sono al potere pressochè costantemente (parentesi di 2 anni di Prodi) da 10 anni, ma, con un’abile e costante messaggio populista-mistificatorio,  passano (o vorrebbero passare, e ahinoi, spesso ci riescono) per essere nuovi, fuori dal sistema, quasi all’opposizione.
In dieci anni non hanno risolto un solo problema sbandierato ai quattro venti con contratti con gli italiani, varie tolleranze zero e varie riforme da varare. Ma la colpa non è loro. È dell’opposizione! Hanno una maggioranza parlamentare impressionante, ma non cavano un ragno dal buco perché è colpa dei giornali di sinistra, o dei magistrati.
La faccenda delle liste elettorali nel Lazio è lampante: a causa della mediocrità di qualche loro funzionario, o di qualche faida interna combinano un mezzo pasticcio: chiedere scusa? Assumersi le responsabilità? In un primo momento abbozzano qualcosa del genere, e anche il liberissimo Bossi li bacchetta; poi, Lega compresa, si ricordano chi è il Capo e quale è la linea di governo e fanno una legge su misura per rimettere tutto a posto, dando la colpa ovviamente all’opposizione. Addirittura si fa appello alla libertà, alla democrazia a rischio perché non li vogliono far votare: chi non li vuole far votare? I loro dirigenti laziali? La tattica della protesta e dello scontro colpisce ancora. Sicuramente pagherà in termini di consenso, ma instillerà ancora più veleno negli italiani col risultato di accendere ancora di più gli animi e alimentare le faziosità (E’ il Partito dell’Amore…).
Così anche questa volta, come alle Europee, non si parlerà dei progetti, dei problemi, del futuro delle nostre Regioni, ma ci sarà l’ennesimo Referendum pro o contro Berlusconi. Sono quindici anni che facciamo questi referendum e il risultato è che l’Italia è immobile, il malumore cresce e i cittadini si allontanano sempre più dalla politica, dalla cosa pubblica: per diventare spettatori che si scannano col televoto.

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NonSoloRagionieri Online!

By ProgettoGiovane | Marzo 17, 2010

La compagnia filodrammatica NonSoloRagionieri di Castiglione dei Pepoli approda online!!

Sul sito http://nonsoloragionieri.netai.net saranno di volta in volta pubblicate le notizie, gli eventi e le fotografie relative alle manifestazioni della compagnia teatrale Castiglionese.

E’ inoltre possibile registrarsi alla newsletter in modo da ricevere le notifiche non appena verranno caricati nuovi eventi e nuove notizie sul sito.

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